Comune di Rapino - CH

RAPINO PAESE DEL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
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Rapino è uno dei 39 comuni il cui territorio rientra nei confini del Parco Nazionale della Majella, il parco dei lupi, degli orsi e dei santi eremiti. Majella Madre, come la chiamano gli abruzzesi, montagna abitata dall’uomo ininterrottamente fin dal Paleolitico. Montagna sacra, pervasa di religiosità per l’uomo che venerava le forze della natura come per quello che, nel corso dei secoli, vi trova il Dio cristiano, percorsa dai pastori e generosa per gli agricoltori. Majella dalla natura selvaggia, dominante, intatta.

Rapino ospita una sala espositiva per i prodotti artigianali con punto di accoglienza visitatori e sala degustazione dei prodotti tipici del Parco (tel. 0871 84200).

Da non perdere, nelle vicinanze:

Bocca di Valle e il sacrario dedicato ai caduti abruzzesi di tutte le guerre, che custodisce tre grandi pannelli ceramici di Basilio Cascella.
Pennapiedimonte, che prende il nome dalla “penna”, un grande arco naturale di roccia che lo sovrasta.
Pretoro, aggrappato al fianco della montagna, centro noto per la tradizionale lavorazione del legno.
Guardiagrele cittadina medievale famosa per la lavorazione del rame e del ferro battuto.

Escursioni nel Parco

Cascata di San Giovanni
Piana delle Mele
Valle delle Monache
Piana della Civita
Forcatura

Aree picnic attrezzate in località Castello Cieco.

Infinite possibilità di itinerari naturalistici a varie quote per appassionati di trekking, mountain bike, bird e animal watching.

 

LA NATURA
Il territorio di Rapino si estende in una vasta area divisa tra la pianura del torrente Foro, il fosso Arsella e le pendici della Majella. Rilevante è il territorio montano che si spinge fino ai 2000 metri di quota nell’area della Majelletta, rinomata località sciistica e ideale luogo panoramico. Qui, presso l’Ufficio turistico comunale, è possibile trovare Guide e materiale informativo.


Salendo dalle pendici della montagna fino in quota attraverso il naturale passaggio offerto dalla Valle dell’acquafredda, il visitatore si trova immerso in una natura incontaminata, in cui ampi boschi di pino, abete e faggio, limpidi corsi d’acqua, fauna e flora selvatica, lo coinvolgono in un’avventura nuova ed affascinante perché a stretto contatto con le bellezze della natura, in un’esperienza molto diversa dalla vita di tutti i giorni.

La collocazione geografica
Rapino è collocata sulla dorsale nord/orientale della Majella con un territorio che va dalla fascia collinare pedemontana (con quote basse fino ai circa 300 metri), fino ai prati della Majelletta (1995 m.), per un’estensione pari a circa 20 Km2.

Per raggiungere Rapino per chi provenisse da sud, uscire dall’Autostrada Adriatica a Pescara Sud/Francavilla, percorrere la S.S. 263 Val di Foro e poi imboccare per Rapino.

Per chi provenisse da nord, uscire sempre dall’Autostrada Adriatica a Pescara Ovest/Chieti, prendere la S.S. 81 Chieti/Guardiagrele e imboccare il bivio per Rapino (S.S. 263).

Per chi provenisse da Roma, uscire dall’Autostrada A25 a Chieti, prendere la S.S. 81 Chieti/Guardiagrele e poi imboccare il bivio per Rapino



Itinerari consigliati

Da contrada Vicenne di Rapino ai boschi di Piana delle Mele per il colle Cimarone.

Lunghezza: Km 9
Dislivello: m 725
Fondo stradale: asfalto, sterrata, sentiero sottobosco.

Da contrada Vicenne di Rapino (m. 475), percorriamo la sterrata che si ricollega alla strada per Bocca di Valle; da qui percorriamo la strada sterrata fino al bivio in corrispondenza dell’insegna in legno della Comunità Montana Majelletta e poi imbocchiamo l’altra sterrata a sinistra in salita, alle pendici del boscoso colle Cimarone, fino all’area attrezzata per i pic-nic. In corrispondenza della costruzione metallica gialla devieremo sulla sinistra per una gradevole discesa tra i pini fino, lungo una vera e propria pista sulla nera terra. Oltrepassato un tratto scoperto e panoramico con ampia vista sulle valli sottostanti che discendono verso il mare, ci rituffiamo nel verde bosco di pini fino ad incontrare la strada asfaltata che sale a Piana della Mele. Saliamo per 1,5 Km circa, quando, poco dopo un secco tornante sulla destra, possiamo abbandonare l’asfalto e servirci di una carrareccia chiusa al traffico da una catena, che ci condurrà in prossimità del piazzale dove termina la strada asfaltata (m. 920).
Rifornitici di acqua nella fresca fontana sotto il bosco, siamo pronti per continuare la pedalata lungo la carrareccia che costeggia brevemente il sentiero per la Torre del Campanaro ed il Blockhaus.
Oltrepassata una casa della Forestale(m. 990), notiamo come i faggi si sostituiscano gradatamente ai pini, in uno scenario che sicuramente raggiunge il massimo della sua bellezza con i caldi colori dell’autunno. Continuiamo ancora in leggera ascesa lungo un tratto rettilineo, al termine del quale incontriamo gli ultimi tre tornanti in ascesa abbastanza impegnativa; poco dopo la carrareccia, termina ed inizia un sentiero pedalabile (Km 1,5) e quasi tutto in pianura, che termina all’incrocio con un altro ripido sentiero sulla sinistra.


Da Forcatura a Piana delle Mele
Sentiero n° 22 e n° 21
“Forcatura m. 600- Piana del Colle m. 950 circa”
Percorribile anche a cavallo o Mountain Bike.

Da Rapino, percorrendo la S.S. 263 in direzione Bocca di Valle, dopo circa 2,5 Km, imboccare una strada sterrata sulla destra segnalata “Forcatura”. Dopo il primo tratto tutto in salita, sul pianoro (primo bivio) prendere a destra e proseguire nella valle fino ai ruderi dell’Abbazia di S. Salvatore a Majella. Lungo il percorso, attraversiamo la valle dell’acquafredda e siamo immersi in una folta pineta; in alcuni punti abbiamo una visione panoramica della valle verso i pascoli della Majelletta.
Dopo i ruderi dell’Abbazia, si prosegue in una salita più impegnativa fino a “Fonte Matteo”, fonte e abbeveratoio per animali. Subito più avanti, i boschi lasciano il passo ad una radura, siamo alle “Piane del Colle”. Qui siamo di fronte ad un altopiano di origine carsica, a circa 1000 metri di quota. Questa località è ricca di varietà flogistiche e vegetazionali con funghi di varia specie; si dice che l’Orso ogni tanto venga qui attirato dalle bacche di alcune piante e dalle ciliegie, residuo di antiche coltivazioni sul pianoro. Qui sono presenti interessanti capanne in pietra a secco (tholos) tuttora utilizzate dai pastori e una grotta pastorale detta “Fammuca”.

Tempi di percorrenza: 4 ore circa.
Flora: predomina il bosco di Faggio, sulle piane del colle prato, felci.
Fauna: rapaci (Gufo Reale), Volpe, Capriolo, Cinghiale, Lince, Rettili.


Grotta del Colle
Lungo la strada provinciale che da Rapino porta a Pretoro, a circa 3 Km imboccare dopo il ponte “Fosso Sterparo” strada sterrata a sinistra che dopo circa 1 Km porta all’inizio del sentiero. Prendere a destra; il sentiero è attrezzato con una balaustra in legno e all’ingresso della Grotta vi è un tavolo per pic-nic.
Nella grotta sono stati rinvenuti reperti archeologici di notevole importanza tra cui la statuetta in bronzo “Dea di Rapino” esposta al Museo Archeologico di Chieti.

Tempi di percorrenza: 1,30 ore circa.

Alla fine della sterrata, e quindi all’inizio del sentiero attrezzato prendendo a sinistra si prosegue per la Torre del Colle, rudere medievale del Castello del Colle di Majella, abbandonato nel 1500, facente parte del territorio dell’Abbazia di S. Salvatore a Majella.